I CAMMINI DI SANTIAGO

I CAMMINI DI SANTIAGO

12 febbraio 20266 min di lettura

Ripartire, ma ripartire bene


Partiamo da un presupposto, con un grande spoiler: non vogliamo la terza categoria, ma non vogliamo 
nemmeno la Champions League.
Tutto ciò che vogliamo è ripartire. E farlo bene.


In molti ci hanno chiesto di tradurre in parole semplici l’intervento tecnico dell’avvocato Ludovico Bellona,
andato in onda il 9 febbraio a Turris Live. Ci proviamo. Se non ci riusciremo fino in fondo, significa che
 siamo ancora troppo poco efficienti nella comunicazione e allora — meteo permettendo — vi invitiamo a discuterne insieme, di persona, al primo dei tre prossimi gazebo: Piazza Luigi Palomba, 15 febbraio, ore 10. Caffè e cornetto offerti.


Non spingiamo per nessuna soluzione. Non accompagniamo nessuno né alla porta per andarsene né nel salotto per entrare, con tè e pasticcini. Quello che segue è un insieme di informazioni e dati. I pareri personali e collettivi li rimandiamo alla fine, insieme o in solitudine. L’obiettivo è uno solo: invitare a una riflessione, seria e profonda.


Come nel Cammino di Santiago, non esiste una sola via. Esistono più percorsi, ognuno con tempi, difficoltà e conseguenze diverse.


CAMMINO NUMERO 1 – Camino Primitivo
La via del trasferimento da un comune confinante


Qui l’obiettivo è avere una società calcistica con sede sociale a Torre del Greco.
Una società affiliata alla FIGC da almeno due anni, proveniente da un comune confinante (Ercolano,
Ottaviano, Torre Annunziata, Trecase, Boscoreale), può chiedere entro il 15 luglio il trasferimento della 
sede sociale a Torre del Greco.
Condizioni fondamentali, nei due anni precedenti:

  • nessun trasferimento di sede in altro comune;
  • nessuna fusione, scissione o trasferimento d’azienda.

Riferimento normativo: articolo 18 NOIF.


È un cammino più corto, ma con paletti stringenti.

CAMMINO NUMERO 2 – Camino Portugués
Giocare a Torre del Greco senza avere la sede a Torre del Greco

In questo scenario si può avere una squadra che gioca a Torre del Greco ma non ha la sede sociale in città. È una soluzione possibile, ma rischiosa. Il titolo sportivo resta “ballerino”. La memoria corre a precedenti neanche troppo lontani (Moxedano e il trasferimento del titolo ''Neapolis'' nel 2014/2015). È un cammino frequentissimo nel calcio dilettantistico, forse il più semplice ed immediato, ma che espone a instabilità strutturale e sociale con la bufera sempre dietro l’angolo.

CAMMINO NUMERO 3 – Camino Inglés
Fusione e categoria superiore

Questa strada consente di avere:

  • una società con sede sociale a Torre del Greco;
  • una categoria superiore.

Entro il 15 luglio si può:

  1. rilevare il titolo sportivo di una società (anche di un comune non confinante);
  2. effettuare una fusione con una società avente sede a Torre del Greco, affiliata alla FIGC da almeno due anni.

Esempio:
si rileva un titolo di Serie D di un comune qualsiasi della provincia di Napoli, si effettua la fusione con una società di Terza Categoria di Torre del Greco (affiliata da almeno due anni) e si ottiene una società che gioca in Serie D con sede a Torre del Greco. È una strada complessa, ma tecnicamente percorribile.

CAMMINO NUMERO 4 – Via de la Plata
Il titolo “pulito” e l’articolo 52 comma 10

Questa ipotesi è stata confermata informalmente da uno studio legale vicino agli ambienti federali. Non ci siamo fidati e abbiamo approfondito, poiché la normativa è davvero poco chiara e potremmo addirittura ''fare un caso di giurisprudenza sportiva''. Abbiamo chiesto un parere ai consulenti legali del network Supporters in Campo (SINC), al quale abbiamo aderito di recente. L’articolo 52 comma 10 delle NOIF non prevede, formalmente, un limite temporale dal momento in cui si è verificata la revoca dell’affiliazione o dalla radiazione. Tecnicamente è vero. Sostanzialmente sarebbe un caso unico, mai verificatosi prima: chiedere l’applicazione dell’articolo 52 comma 10 a distanza di oltre un anno, dopo che alla ''tornata'' ufficiale di Luglio 2025 è andato restituito al mittente FIGC. È molto probabile che non passerebbe. Inoltre, il contributo a fondo perduto potrebbe non fermarsi ai 100.000 euro minimi, ma essere anche superiore, poiché ''è a discrezione del Presidente, d’intesa con i Vice Presidenti della FIGC, con il Presidente della Lega Dilettanti e con i Presidenti delle componenti tecniche stabilire un contributo superiore al predetto minimo''.

CAMMINO NUMERO 5 – Camino Francés
La via che tecnicamente ci spetterebbe

È il cammino più lungo. La scalata dal gradino più basso. Significa ripartire dall’ultima categoria federale, quella che tecnicamente ci spetterebbe d’ufficio: la Terza Categoria. Si affilia una matricola nuova e “pulita” alla FIGC, si ottiene il benestare del Sindaco e si intraprende questo percorso. Riferimento normativo: articolo 15 NOIF – Affiliazione. È la strada più lineare dal punto di vista regolamentare, ma anche la più faticosa sul piano sportivo e temporale.

Fondamentale, però, porre un focus sulla nostra realtà attuale. Per ragioni legate alla storicità della piazza, all’ampiezza del bacino di utenza e al prevedibile afflusso di tifosi maggiore rispetto alla media del campionato, è prevista la possibilità di richiedere deroghe per l’ammissione a campionati di categoria superiore (Promozione o Prima Categoria). Si tratta di eccezioni non automatiche, già concesse in passato ad altre realtà con caratteristiche analoghe, ma che richiedono una programmazione anticipata e un percorso istruttorio avviato con largo margine temporale, affinché possano essere valutate e accolte dagli organi competenti.

IL LOGO DELLA TURRIS
Non proprio un dettaglio.

C’è però un punto fermo. Uno dei pochi, solidi. La tifoseria è proprietaria del logo della Turris. Una conquista ottenuta con sudore e dolore. E di enorme valore.

La legge qualifica i contratti di licenza del logo come atipici: non disciplinati dal codice civile né da leggi speciali. Questo significa che possono essere modellati liberamente: nella forma, nella durata, nelle condizioni. Una strada possibile, per garantire equilibrio e rispetto, è la redazione di un vademecum sull’utilizzo del logo, a livello grafico ma soprattutto morale: un codice etico, una sorta di carta dei valori, da applicare poi sui contratti che, di volta in volta, si stipulerebbero con le società di passaggio. Il mancato rispetto dei principi sanciti - nero su bianco - potrebbe costituire motivo di rescissione della licenza.

Perché nessuno possa mai più calpestare la nostra storia.

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