WE GOT GAME

WE GOT GAME

22 dicembre 20256 min di lettura

''UNITED 2026 - LA TURRIS DELLA GENTE'' è un cortometraggio scritto da Turris United - Partecipazione Popolare, diretto da Kekko Slevin ed interpretato dal piccolo Mathias Visciano.

Il film si apre con l’immagine di un bambino seduto alla scrivania, intento a scrivere su un quaderno una frase semplice ma carica di significato:
“Voglio diventare un calciatore della Turris”.


Poco dopo, la madre gli consegna un giornale che riporta una notizia dolorosa: la Turris non esiste più. Il bambino, colpito e confuso, va a dormire stringendo tra le mani quel giornale e una sciarpa della squadra, simbolo di un sogno improvvisamente spezzato.


Questa scena iniziale introduce un forte parallelismo simbolico con la nascita di Turris United. Il bambino rappresenta idealmente un ragazzo ormai cresciuto che, nelle ore notturne, inizia a scrivere e immaginare un nuovo progetto. Tra rammarico e passione, quelle notti diventano il luogo in cui prende forma l’idea di una rinascita possibile, costruita dal basso.


La mattina seguente il bambino si sveglia carico di energia e scende in piazza. Attraversa le strade della città, percorre i vicoli, fino ad arrivare allo stadio. Qui trova però tutto chiuso. Davanti ai cancelli serrati si ferma e, con innocenza e smarrimento, esclama:
“Dov’è la Turris?”


Da quel momento inizia una vera e propria ricerca. Il bambino cammina tra le vie della città, entra nelle attività commerciali e nei luoghi simbolo della comunità: il pescatore, il fabbro, il bar, la pizzeria, il Club Turris. Ogni incontro è carico di significato, in particolare la scena con l'artigiano di corallo, altamente suggestiva, che richiama il legame profondo tra la squadra e il tessuto sociale cittadino.


In ciascun luogo il bambino riceve un oggetto simbolico: una sciarpa, una maglia, un libro. Non sono semplici doni, ma segni di partecipazione, memoria e identità condivisa.


Questa parte del cortometraggio richiama il percorso reale di Turris United, quando i promotori del progetto iniziano a scendere in piazza, a incontrare i cittadini e a far conoscere l’idea nelle strade della città. Le sciarpe e le magliette rappresentano il contributo che ogni persona può offrire all’associazione, dimostrando che la rinascita può avvenire solo attraverso un impegno collettivo.


Nel finale il bambino torna allo stadio. Porta con sé tutti gli oggetti raccolti durante il suo cammino e li dispone davanti al portone d’ingresso come se stesse compiendo un rito collettivo, quasi religioso, fatto di rispetto, sacrificio e speranza. Subito dopo, le porte dello stadio, come per magia, si aprono.


Qui si realizza il parallelismo con Turris United: così come il bambino restituisce simbolicamente vita allo stadio, i membri dell’associazione si stanno impegnando per la rinascita della Turris in città con iniziative sul territorio, incontri con i tifosi, eventi culturali e sportivi, attività di sensibilizzazione e promozione del progetto, dimostrando che ogni piccolo gesto può trasformarsi in un apporto concreto per restituire alla comunità la squadra che ama.


Nella scena conclusiva il bambino entra in campo con il pallone sotto il braccio, si avvicina al dischetto del rigore e calcia. La macchina da presa stringe su di lui: apre le braccia in un gesto che racchiude liberazione, appartenenza e rinascita.


Sul finale compare il messaggio che sintetizza il senso profondo dell’intero progetto:


“Il calcio è del popolo.
La Turris è di Torre del Greco.”


Un messaggio che rappresenta l’anima di Turris United: una comunità che non si arrende, che si unisce e che crede che il futuro possa nascere solo dalla partecipazione di tutti.


La scelta musicale: He Got Game – Public Enemy
La colonna sonora del cortometraggio è affidata a He Got Game dei Public Enemy, brano portante dell’omonimo film di Spike Lee (1998), con Denzel Washington tra i protagonisti. La scelta non è casuale, ma profondamente simbolica. He Got Game non è solo una canzone sullo sport: è una riflessione critica sul sistema, sul potere, sull’identità e sul significato autentico del “gioco” nella vita. Il brano mette in discussione il valore dello sport quando viene svuotato del suo senso umano e collettivo, ponendo una domanda centrale: che valore ha il gioco se non significa nulla?
Questo messaggio si intreccia perfettamente con la storia di Turris United. Così come nel film di Spike Lee il basket diventa metafora di riscatto, scelta e responsabilità, nel cortometraggio la Turris rappresenta molto più di una squadra di calcio: è identità, appartenenza, coscienza collettiva. Il bambino protagonista “ha il gioco”, ma quel gioco non è solo talento o competizione: è memoria, sacrificio, partecipazione, comunità.
L’energia politica e culturale dei Public Enemy accompagna il percorso del bambino come una voce critica e consapevole che invita a guardare oltre la superficie, a interrogarsi sul senso profondo di ciò che si sta difendendo e ricostruendo. La rinascita della Turris, come il “gioco” raccontato nel brano, ha valore solo se nasce dal basso, se appartiene al popolo e se diventa strumento di emancipazione collettiva.
Il cortometraggio si chiude idealmente con l’inizio dello speech finale di Flavor Flav, che sintetizza e rafforza il messaggio dell’intero progetto, trasformandolo in una vera e propria chiamata alla coscienza. Lo riportiamo di seguito, nella sua interezza.


Hey yo
These are some serious times that we livin' in G
And our new world order is about to begin
You know what I'm sayin', now the question is
Are you ready for the real revolution
Which is the evolution of the mind?
If you seek then you shall find that we all come from the Divine
You dig what I'm sayin? Now if you take heed to the words of wisdom
That are written on the walls of life then universally we will stand
And divided we will fall 'cause love conquers all
You understand what I'm sayin'?
This is a call to all you sleepin' souls
Wake up and take control of your own cycle
And be on the lookout for those spirits tonight trying to steal your light
You know what I'm sayin', look what's inside yourself for
Peace, give thanks, live life and release, you dig me, you got me?


Ehi tu
Sono tempi davvero seri quelli in cui viviamo, fratello
E il nostro nuovo ordine mondiale sta per iniziare
Sai che intendo, no? Ora la domanda è:
sei pronto per la vera rivoluzione,
che è l’evoluzione della mente?
Se ti interroghi, allora scoprirai
che tutti veniamo da qualcosa di Divino.
Capisci cosa sto dicendo?
Ora, se presti attenzione alle parole di saggezza
che sono scritte sui muri della vita,
allora, uniti, resteremo in piedi
e divisi cadremo, perché l’amore vince su tutto.
Mi segui?
Questo è un richiamo a tutte le anime addormentate:
svegliatevi e prendete il controllo del vostro tempo,
e state attenti a quegli spiriti che stanotte
cercano di rubarvi la luce.
Sai cosa intendo?
Cerca dentro te stesso
la pace, sii grato, vivi la vita e lascia andare.
Mi capisci? Ci sei?

GALLERIA

1 foto
WE GOT GAME - Foto 1